Il lavoro dell'onicotecnica, purtroppo, è ancora pensato come un hobby, un passatempo a cui tutti si possono dedicare. È recarsi da chi si limita semplicemente ad allungare, ricoprire e colorare le nostre unghie, aggiungendoci magari anche qualche decoro. 

Un lavoro puramente estetico, un accessorio, uno "sfizio".

Forse non tutti sanno che, alla base, ci sono una costante preparazione teorica e pratica, infiniti corsi, campus, studi fisici approfonditi e conoscenze chimiche e tecniche che permettono di riconoscere e trattare l'unghia adeguatamente, per rispettarla, proteggerla e farla crescere in modo sano.

Le onicotecniche che si approcciano seriamente a questa professione conoscono bene il percorso di formazione che questo mestiere richiede e cercano di aggiornarsi continuamente per offrire il massimo della professionalità alle loro clienti.

La lamina ungueale è composta da cheratina dura molto simile a quella dei capelli. 

La cheratina è caratterizzata da un alto contenuto di zolfo, specialmente nella forma dell’aminoacido cisteina, che costituisce il 9,4% del peso dell’unghia. Le cellule di cheratina sono orientate principalmente in maniera parallela alla superficie ungueale e si estendono da un lato all’altro come le squame di un pesce. Il contenuto di acqua nelle unghie varia dal 10 al 30% ed è fondamentale in quanto ne garantisce la flessibilità ed elasticità. L'unghia è ancorata ad un piano connettivale (il letto ungueale), che funge da protezione contro traumi ed infezioni ene mantiene la sensibilità tattile.

Ora, quante onicotecniche, durante il loro trascorso lavorativo, si sono imbattute in questa richiesta: "Rimuovimi il gel, così faccio respirare le unghie!"? Infinite volte, immagino! 

Nulla di più inutile... Ma è normale, è un pensiero comune per chi il nostro mestiere non lo conosce affatto o si ferma a guardarne il solo lato estetico.

Come ormai dovremmo ben sapere, dato che viene ribadito ovunque, soprattutto nei gruppi social di cui facciamo parte, l'unghia è priva di polmoni (altrimenti ogni volta che si va al mare o in piscina le nostre mani annegherebbero! :D), essa riceve nutrimento ed ossigenazione dai vasi sanguini sottostanti (presenti nel letto/placca ungueale).

L’unghia è una lamina quadrangolare semitrasparente e leggermente convessa sul lato superiore. Il colore rosa deriva dal colore del sangue che traspare dal derma, ma se distaccata prende il colore giallastro tipico delle sostanze cornee.

L'unghia nasce dal periostio, sulle mani la sua crescita è più rapida, mentre è più lenta sui piedi.

Quando un’onicotecnica svolge il suo lavoro, tratta solamente la parte superficiale della lamina ungueale (i primi strati, circa il 5%) e i prodotti applicati non vengono mai assorbiti dai vasi sanguini sottostanti. 

L'unico prodotto che sarà a contatto diretto con la pelle, a fine trattamento, è l'olio per cuticole, un prodotto totalmente innocuo, anzi, benefico, la cui unica funzione è quella di ammorbidire e nutrire il derma.

In definitiva, la superficie sulla quale interveniamo è la protezione del letto ungueale. 

Davanti a problemi evidenti, noi professioniste dobbiamo obbligatoriamente informare la cliente che la ricostruzione non è fattibile e consigliarle di rivolgersi a un medico specialista per ovviare alla patologia riscontrata. Nel caso di ricostruzione effettuata in precedenza, dobbiamo consigliarle di rimuovere il prodotto e recarsi comunque da uno specialista.

A noi professioniste del settore spetta il compito di spiegare, in modo sempre gentile e con parole comprensibili, il corretto modo di lavorare. Nostro è anche il dovere di informare e divulgare la conoscenza per sfatare falsi miti ed inutili preoccupazioni. 

Più riusciremo a far comprendere alla nostra clientela cosa stiamo facendo ed il motivo per il quale lo stiamo facendo, più ci apprezzerà e parlerà bene di noi. 

Solo così il nostro mestiere non sarà più sminuito ma rispettato e valutato adeguatamente: non saremo più viste solo come le ragazze che fanno le unghie ma come professioniste a tutti gli effetti.