In questo articolo parleremo di un problema molto comune, che potrebbe averci riguardato in prima persona o che sicuramente ci sarà capitato di riscontrare in alcuni nostri amici, conoscenti, clienti: l'onicofagia (da onico = unghia, fagia = mangiare).

Al contrario di quanto si è portati a pensare, questo non è un semplice vizio ma un problema di natura psicologica che riguarda molte persone, all'incirca il 20-30% della popolazione.

È un gesto riconducibile ai comportamenti ossessivo-compulsivi. A volte si portano le dita alla bocca in maniera del tutto inconscia, senza alcuna percezione del gesto, come fosse involontario, i cosiddetti "tic".

I più colpiti sono i soggetti in età infantile o adolescenziale. Può essere causato da emozioni, tensioni, situazioni particolarmente difficili o disagi e per questo viene riconosciuto come un disturbo specifico del comportamento.

È la conseguenza di un disturbo più profondo che andrebbe curato. Questo, infatti, non sempre si risolve con la crescita, ma anche in età adulta può ripresentarsi durante periodi di elevato stress o ansia, oppure può, in casi più gravi, dipendere da disagi più importanti e rilevanti.

Ogni irregolarità percepita su lamina ungueale e tessuto circostante viene reputata un difetto da eliminare, e più si portano le mani alla bocca più l'unghia e la zona cuticolare, valli laterali, eponichio ed iponichio verranno danneggiati, creando un conseguente disagio, a causa degli inestetismi auto-provocati.

È un gesto antiestetico ed antigienico, considerato anche una forma di autolesionismo, che con buone probabilità causa danni, a volte anche permanenti, alle dita, come l'insorgere di infezioni o la deformazione del letto ungueale. Può causare dolore, arrossamento, sanguinamento e l'insorgere di infezioni batteriche o virali (micosi, paronichia, patereccio) e trasportare i batteri che si depositano sotto il bordo libero alla bocca, con conseguenti danni a denti e gengive.

Le mani sono veicolo di numerosi microorganismi come gli enterobacteri ed in particolare Escherichia coli, causa di infezioni all'apparato urinario, gastroenterite e meningite. 

Se il problema psicologico dovesse persistere nel tempo, sono reperibili alcuni trattamenti ideati per far desistere dal mangiarsi le unghie, come gli smalti dal sapore amaro o smalti al pepe, ma non sempre sono efficaci.

Un intervento da parte di un'onicotecnica preparata potrebbe venire in soccorso, il gel e soprattutto il sistema acrilico possono rieducare sia la persona a lasciarsi in pace le dita, sia l'unghia a ricrescere in modo sano ed otticamente piacevole. Prima di intervenire bisogna tenere conto di diversi fattori come:

  • nelle persone onicofagiche la pelle risulta inspessita e le cuticole invadono gran parte dell'unghia;
  • è consigliato eseguire un'accurata manicure almeno un paio di giorni prima, per liberare il più possibile la lamina ungueale ed evitare cosi che prodotti cremosi od oleosi compromettano l'adesione di gel/acrilico;
  • le mani/unghie che vengono sollecitate dalla bocca spesso risultano molto umide;
  • creare un bordo libero, se assente, molto corto, che non superi la lunghezza del polpastrello (nel caso la cliente le volesse immediatamente lunghe, spiegare il perché della nostra scelta);
  • non usare colori sgargianti in quanto potrebbero attirare l'attenzione dell'onicofagica che ne sarebbe più attratta;
  • eseguire una forma "comoda", senza spigoli o caratteristiche che possano risultare fastidiose;
  • eseguire una manutenzione periodica nel caso qualche unghia dovesse venire danneggiata e un ritocco ogni 10gg (più le vedrà in ordine meno avrà voglia di mangiarle);
  • il tempo di miglioramento del letto ungueale è soggettivo, in media va in media dai 4 ai 6 mesi.

Riuscire a far crescere l'unghia naturale in modo corretto, oltre ad aumentare l'autostima personale, contribuirà anche a rispettare una delle principali regole della ricostruzione, ovvero, il PARALLELISMO

In caso di ricostruzione con allungamento aiuterà che la ricostruzione sia perfettamente combaciante con il reale vallo laterale della nostra unghia, aumentandone cosi la resistenza e la bellezza.

Qui, un esempio concreto di come può guarire una mano onicofagica se trattata adeguatamente.
A sinistra, potete vedere come si presentava prima del trattamento. A destra, la stessa mano dopo 5 mesi di trattamento eseguito. Un'unghia finalmente sana e curata!
Con l'applicazione di Strong base Sa Bellesa l'abbiamo rinforzata, mettendone in risalto tutta la bellezza naturale!
Nel tutorial che trovate qui in basso vi facciamo vedere come, insieme all'utilizzo delle frese.